Un sorriso per incoraggiare alla ripartenza


#PortocorkLINE: dialogo con le cantine italiane al tempo del #Covid19

Intervista con Isabella Carlacchiani, agente Portocork per le Marche e l’Abruzzo

È sfrecciata per i colli marchigiani e abruzzesi con la sua macchina non appena ha potuto Isabella Carlacchiani, agente Portocork Italia per le Marche e l’Abruzzo.
“Non vedevo l’ora di tornare a incontrare le persone – racconta – di far visita alle cantine clienti, di rivedere quei meravigliosi vigneti che si stanno preparando mese dopo mese alla vendemmia, di respirare i profumi che solo il vino regala, e così appena libera dalla quarantena sono ripartita subito per riprendere il mio “wine tour”. Solo un saluto veloce e un sorriso, seppur dietro la mascherina. Ho portato loro il mio consueto entusiasmo ed ottimismo. Ed è quello che penso davvero: riprenderemo quanto prima. E quest’estate dovremo pure correre. Io sono pronta!”.
Chi conosce Isabella riconosce da distante la sua grinta e la sua solarità: “Sono ottimista per natura – dice – cerco sempre di cogliere il lato positivo delle cose. E il mio ruolo è anche quello di portare entusiasmo, soprattutto in questo momento difficile”.

Come vivono questa situazione di incertezza le cantine delle Marche?
In questa regione le cantine sono medio-piccole e lavorano principalmente per il mondo horeca, quindi con ristoranti e bar chiusi sono rimaste tutte ferme. In queste prime settimane di riapertura si stanno muovendo timidamente, con molta prudenza. Molte sono in difficoltà e aspettano di capire come si evolve il mercato. Solo le poche più grosse hanno qualche margine. I più piccoli vivono questo momento con molta preoccupazione: aspettano giugno, procedono a piccoli passi.

L’attesa della vendemmia di settembre quali decisioni implicherà?
Come per tutte le cantine medio-piccole d’Italia il problema che si pone è nella destinazione del vino attualmente fermo, non ancora imbottigliato. A settembre arriverà il vino nuovo, quindi che fare della vendemmia 2019? Qualcuno, per arginare il danno, sta pensando a svendere il vino per la distillazione pur di incassare qualcosa di sicuro. Ma sarebbe una perdita incommensurabile. Io spero che con giugno i consumi in generale riprendano con rinnovato entusiasmo, magari proprio a partire dal vino. Così ci troveremo luglio e agosto a correre per imbottigliare.

A partire dall’insegnamento di questo isolamento forzato, quale riscatto è possibile?
Io credo che se c’è una cosa che abbiamo imparato tutti in questa esperienza di quarantena è che il rapporto umano è insostituibile, ed è la linfa della nostra vita personale e lavorativa. Il mio lavoro si nutre di relazioni, io mi sento oggi più che mai un coach di entusiasmo per i miei clienti. So che non è il momento di vendere, è il momento di esserci, di dimostrare loro che tra tante incertezze per il futuro possono contare su di me e sull’azienda per rialzarsi. Occorre ottimismo, determinazione, coraggio. E io in questo periodo mi preoccupo di dare loro questa certezza: noi ci siamo e siamo pronti a correre insieme a loro.